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La storia di Sir Edoardo da Bath.

Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
modificato 02.07.2015 in Angolo Creativo
Buongiorno a tutti.
Sono Matvej Nazad, da poco attivo sul forum, ma conto di continuare nel mio piccolo ad esserlo. Chi avrà letto la mia presentazione, saprà di già che la mia più grande passione è scrivere, così, per iniziare questa mia esperienza nel forum, non c'era niente di meglio se non scrivere un racconto medievale.
Ricordo a tutti che è un racconto, ergo è a puntate, pertanto dovrete aspettare che io continui a scriverla. Critiche costruttive (e non insulti senza motivazione), suggerimenti o apprezzamenti sono ben accetti. Se qualcuno si offre come disegnatore (magari possedendo lui stesso a casa una tavoletta grafica o qualcosa che gli permetta di disegnare al computer) per queste mie novelle o miei racconti, può contattarmi in messaggio privato, leggerò tutto.
Buona lettura, per chi avrà il coraggio e la spavalderia di giungere fino in fondo.
Badate che ciò che sto per narrarvi non è avvenuto in epoche così vicine... Se potessi dare una datazione a ciò di cui verrete a conoscenza a breve, l'avrei già data, fuori da ogni dubbio.Diciamo che era l'era in cui nel Regno imperversavano storie di maghi, di eroi... Storie leggendarie,imprese disumane, che spesso non erano altro che invenzioni dei cavalieri quando nella notte non avevano altro da fare se non raccontare tra di loro alcune storielle per passare il tempo. Tutti ascoltavano curiosi; i più creduloni rimanevano emozionati da queste vicende, invece i più cocciuti non riuscivano a spacciare quei racconti per veri. Comunque, le sere passavano così, tra una bevuta e l'altra, dopo cena, seduti attorno al fuoco per sentire storie o raccontarle. Ciò era comune in tutti i castelli del regno, nessuno escluso. E proprio nel castello dove resiedeva Sir Edoardo da Bath,anche quella sera i cavalieri si erano seduti attorno al fuoco,decidendo chi dovesse raccontare una storia, vera o inventata che sia. Sir Edoardo era un semplice crociato, quando alla fine della Seconda Crociata riuscì ad ottenere un castello e divenne uno dei tanti feudatari. Riuscì a conquistare molte terre nel corso del tempo e dopo dieci anni aveva già una grande responsabilità, grande quanto oltre cinquemila ettari di terreno. Si narrava che nessuno fosse mai riuscito a strappargli un pezzettino del grande territorio che gestiva, che non avesse mai perso nessuna battaglia da quando controllava il suo castello. Riuscì a stringere numerose alleanze masi fece anche numerosi nemici, come, ad esempio, i feudatari a cui aveva tolto dei territori o a cui aveva negato il suo aiuto in gravi battaglie. Comunque, era un uomo giusto e questo lo rendeva abbastanza popolare. Infatti molta brava gente andava ad abitare nel suo feudo, perché sapevano che in quanto uomo giusto non si sarebbero pentiti della loro permanenza. E tornando al nostro discorso, anche quella sera i cavalieri, seduti attorno al fuoco, si domandavano come Sir Edoardo fosse riuscito ad ottenere così tanti territori. C'è chi fantasticava su presunti parenti molto ricchi, e che il loro sire fosse riuscito ad ereditare da qualcuno di essi.Qualcuno invece parlava che fosse riuscito ad ottenere quelle terre perché meritevole a giudizio del vecchio sovrano. Qualcuno,nell'ombra, ascoltava queste storie. Era un cavaliere abbastanza anziano, che mai si era unito agli altri per raccontare storie. Era sempre in un angolo buio, che non notava nessuno, intento a lucidare una spada o a lustrare il proprio scudo. Era uno dei cavalieri che veniva ricevuto spesso da Sir Edoardo, anche se nessuno ne comprendeva il motivo. Indossava sempre la stessa armatura, nessuno conosceva nulla di lui. Nessuno sapeva dire quando entrò nel feudo, poiché tutti i cavalieri, una volta entrati, lo avevano già notato. Ogni tanto partiva all'alba senza lasciare detto nulla a nessuno, ma tornava sempre. Una persona chiusa e senza molto da dire, insomma. Non parlava con nessuno se non gli veniva rivolta la parola. Si faceva chiamare dagli altri Leone.Probabilmente non era il suo vero nome, ma a lui piaceva essere chiamato così. Quella sera, mentre beveva un sorso d'acqua, si sentì chiamato.
“Ehi, Leone, voi che siete qui da più tempo di tutti!”
Si voltò. Era un giovane cavaliere che lo stava chiamando. Senza battere ciglio si alzò e si diresse verso di lui, mentre riponeva la borraccia nel cinturone.
Il giovane continuò:
“Ci stavamo interrogando su come Sir Edoardo abbia ottenuto così tante terre nel corso degli anni. Voi per caso lo sapete?”
Leone sedette in mezzo a loro, fece un profondo respiro e disse:
“Figlioli, badate che tutto ciò che udirete stasera vi sembrerà inaudito, assurdo, di fantasia. Eppure è la verità.”
La sua voce, così profonda e scura,forse l'avevano sentita poche persone nel castello di Sir Edoardo.Iniziarono tutti ad essere preda dell'attenzione, quando Leone cominciò a narrare la lunga storia del loro sovrano.
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Commenti

  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 15.06.2015
    Buon meriggio a tutti.
    M'è giunta voce dal nostro Community Manager _Spugna_ che il tasto Spoiler non funziona per alcuni bug, infatti noto che molto gentilmente ha provveduto ad avvisarmi affinché io potessi modificare la prima parte del racconto, che invito a leggere per chi non conosca la storia. Quindi, prima di cominciare, mi sembrava più che doveroso ringraziare Spugna.
    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte II
    Dove eravamo rimasti?... Ah, giusto! Leone stava per raccontare ai Cavalieri la storia del loro sovrano, Sir Edoardo da Bath, parlando di una storia che avrebbe fatto rimanere a bocca aperta tutti coloro che l'avrebbero ascoltato... Qual è questa storia tanto sconvolgente? Solo leggendo la parte potrete comprenderlo :)
    “Nessuno di voi ricorderà la Seconda Crociata. Eravate bambini, qualcuno di voi addirittura non era al mondo, mentre infuriava la battaglia.”iniziò a raccontare Leone. “Partirono migliaia su migliaia di Cavalieri, tra cui un tale Edoardo, inviato dalla Gran Bretagna, più precisamente da Bath. Suo padre era un noto nobile della zona, pare che fosse addirittura un barone o qualcosa di simile. Quando iniziarono le crociate, Edoardo se ne tenne molto alla larga, infatti nella Prima Crociata andò in guerra suo padre stesso, tornando a casa solo molto tempo dopo. Quando Edoardo mi raccontava la sua storia, ricordo che facevamo una partita a scacchi, sorseggiando del vino. E mi raccontava di suo padre, tale Carlo da Bath, che lo trattava male, gli imponeva cose che lui non voleva. Quando partì per la Crociata, Edoardo venne affidato ad un amico di suo padre, il quale si chiamava Thomas. Era una persona abbastanza anziana e non aveva mai avuto figli, ma Edoardo vide sempre Thomas come suo vero padre e non Carlo. Thomas pare fosse un vecchio istruttore, che allenava i più prodi cavalieri del Regno. Mentre suo padre era in guerra, il giovane decise di allenarsi con la spada, con l'arco e con lo scudo ed essendo fisicamente preparato imparò in brevissimo tempo. Poi si concesse un altro piccolo lusso: Quello di imparare ad andare su un cavallo e si esercitò moltissimo nella lotta sul destriero. Spesso venne disarcionato dall'animale, ma non si arrese mai, lui risaliva e ci riprovava. Ciò gli permise non solo di essere un cavaliere molto abile, ma anche di essere impareggiabile nella lotta a cavallo.Thomas allora, per ricompensarlo, gli fece conoscere sua nipote, una certa Mary. Aveva i capelli lunghi e biondi, ma non aveva i genitori,morti durante una razzia da parte di alcuni briganti. Quando il Sire mi parlava di questa ragazza, gli brillavano gli occhi dall'emozione.I due iniziarono a frequentarsi, divennero amici in poco tempo. Nel frattempo scambiava lettere con suo padre, che lo scriveva dal Medio Oriente. E lui, quel giorno in cui conobbe Mary, decise di omettere questo dettaglio. Scrisse semplicemente che i giorni trascorrevano lenti e che lui continuava a provare ad esercitarsi. Segretamente si era innamorato di Mary e si convinse che lei ricambiava quell'amore così grande che lui le regalava. I due, dopo poche settimane, si fidanzarono e si accorsero di stare bene insieme. I veri guai, però,iniziarono quando tornò suo padre dalla Prima Crociata.”.Leone prese il suo cipollone, su cui era segnata l'ora. Le due di notte. Era davvero molto tardi, così invitò gli altri a ritirarsi nelle stanze,avrebbe continuato a raccontare la storia domani. I cavalieri non avevano davvero chiuso occhio pur di sentire quella storia. Andarono comunque a ritirarsi nelle stanze, mormorando tra di loro come sarebbe potuta continuare la storia. Nelle stanze c'era chi diceva:“Secondo me Carlo uccide Mary perché non vuole che il figlio la frequenti!” e si sentiva come risposta: “Cosa dici? E Thomas dove lo metti? Lui sarà certamente contrario!”, altri invece fantasticavano sul fatto che Mary avesse avuto un figlio ma fosse morta durante il parto. Qualcuno invece pensò che Edoardo fece partire Mary per un'altra terra per evitare che il padre scoprisse la loro relazione. Insomma, Leone aveva spinto tutti a continuare quella storia, sebbene solo lui ne conoscesse il seguito. Andò da Edoardo per incontrarlo, ma c'era il Barone Vasil che era ancora in piedi nonostante la notte inoltrata. Fissava il panorama dalla finestra,mentre aveva in mano un bicchiere di vino. Da là fuori, le stelle che brillavano alte nel cielo e un piccolo torrente che scorreva tra le colline. “Buonasera, barone.” salutò cordialmente Leone. Il Barone Vasil si voltò ed esclamò: “Oh, Leone, che piacere. Dimmi un po', cosa posso fare per te?”. Leone rispose che cercava Sir Edoardo, ma il Barone rispose che era partito per Amburgo per dei funerali.
    “Uno dei Conti di Amburgo è stato assassinato e il vostro Sire è andato a visitare il sovrano, profondamente segnato da tutto ciò. Ora faccio io da suo vice. Ora perdonatemi, Leone, vado a dormire nelle mie stanze. Mia moglie mi aspetta. Buonanotte.”.
    La semplice risposta di Leone fu: “Buonanotte”.
    E ognuno per le loro stanze, dopo quel momento, assonnati e stanchi. Si sarebbero assopiti velocemente sotto una delle lune più splendenti mai viste.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 16.06.2015
    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte III

    Dove eravamo rimasti?... Leone raccontava ai suoi compagni Cavalieri la storia di sir Edoardo, che dopo aver visto il padre partire per uno degli ultimi momenti della Prima Crociata, viene affidato ad un certo Thomas, che gli insegna tutto ciò che un Cavaliere dovrebbe saper fare. Edoardo poi inizia ad avere una relazione con Mary, la nipote del suo "custode temporaneo". Ma suo padre sta per tornare, cosa ne penserà di tutto ciò? L'unico modo per saperlo è, ancora una volta, leggere. :)

    Il giorno successivo Leone venne continuamente assalito dai suoi compagni,soprattutto perché tutti erano ansiosi di sapere come fosse continuata la storia. Tra di loro parlavano dicendo qualcosa del tipo: “Dimmi, non è forse la storia che più ci ha attratto,quella che racconta Leone?”. E tutti annuivano. Di sicuro Leone aveva dato vita ad una delle storie più discusse di sempre nel castello di Sir Edoardo. Quella sera aspettavano solo lui, dopo cena.Era nel solito angolino, intendo nel lucidare la sua spada. Attendeva sicuramente la chiamata per continuare la storia, che non tardò per nulla. Subito, intorno al fuoco, venne chiamato dagli altri cavalieri e si avvicinò a loro. “Avanti, Leone, continua!” lo incitavano.“Certo, ragazzi, certo... Ma, dov'eravamo rimasti, di grazia?” fu la domanda di Leone. “Al momento in cui Carlo, il padre di Sir Edoardo, torna dalla Prima Crociata... Cosa succede a Mary?”. Leone sorrise, e proseguì la sua narrazione. “Parlavamo del ritorno di Carlo a casa, accolto da tutti gli amici e da Edoardo stesso. Però improvvisamente si ritirò nella sua stanza senza lasciare nulla detto a nessuno. Questo comportamento parve molto strano ad Edoardo,che decise di vederci chiaro. Provò ad aprire la porta della camera da letto dei genitori, ma la trovò chiusa a chiave. Allora, con un duro colpo di spalla, la buttò a terra e trovò suo padre steso nel letto. 'Padre!' esclamò il ragazzo. 'Cosa vi è successo?'. Il vecchio Carlo, gli rispose semplicemente: 'Figlio, è tempo anche per me di lasciare questo mondo. Il destino si è sul serio beffato di me.'. Edoardo, iniziando a preoccuparsi, incalzò: 'Cosa vi è successo? Ditemelo, per l'amor del cielo!'. Suo padre non aggiunse niente, ma gli mostrò solamente un braccio. Una grande chiazza nera ne ricopriva vasta parte, compresi altri piccoli bubboni qua e là.'Padre... Vi ha colpito la Peste Bubbonica!'. Edoardo aveva le lacrime agli occhi mentre vedeva suo padre in quelle condizioni.'Dietro tutto ciò c'è un colpevole... E' un uomo dalla religione islamica... Ha strani poteri, ti dico! Riesce a causare questa dannata malattia, non capisco come, figlio mio...'. 'Che sia dannato!' rispose imprecando Edoardo. 'Va' dal mio fidato amico Vasil e dì lui di contattare il primo prete che vede da queste parti...Voglio morire in grazia di Dio.'” Un cavaliere lo fermò. “E il vice-regnante che c'è ora, che si chiama Vasil, c'entra qualcosa con questo amico di Carlo?”. Leone rispose dicendo che Vasil era il figlio del fidato compagno di Carlo. "Edoardo, rassegnato, fece ciò che doveva fare e uscì ad incontrare Mary. Quando lei venne a sapere dell'accaduto, scoppiò in lacrime. E' qui che iniziò a precipitare il tutto. Dopo la morte del padre, Edoardo non riuscì a custodire in modo del tutto buono le sue ricchezze e andò in miseria. Fu così che prese una delle decisioni più importanti della sua vita:Combattere per l'Inghilterra nella Seconda Crociata, a distanza di trent'anni da quella del padre.”. Terminò qui il suo racconto. “Mi sembra che sia tutto finito, no? Dopo la Crociata, venne qui con ciò che aveva guadagnato e prese il feudo, diventando ricco come adesso.Ora andiamo a dormire, è tardi.” incitò. “Sì,” cominciò uno di loro, “Ma Mary? Che fine fa?”. “E' un'altra storia e ve la narrerò domani. Ora andate a dormire, veloci.” Come al solito tutti si ritirarono nelle stanze, mentre lui si recò dalle guardie sulle torri. “E' arrivata qualche missiva per me?” chiese. “Sì,Leone. Arriva direttamente da Amburgo. Vai a controllare, è nella tua stanza.” rispose una delle guardie. Leone si recò a controllare quella lettera. La lesse, non vi era scritto molto. Con uno sguardo terrorizzato, la ripose nel suo cassetto e si sdraiò sul letto, prendendo sonno. Il giorno dopo, un cavaliere arrivò al castello. Disse che voleva incontrare Leone e si fece guidare da una guardia per svegliarlo. “Sa, oggi dorme molto. Rimane sveglio fino a tardi, ma ieri ha preso sonno molto tardi, poche ore prima dell'albeggiare del sole. Ora lo sveglio io se ciò che gli deve dire è urgente come dice.”.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 17.06.2015
    Buon meriggio a tutti.Vi informo che da oggi io ho un mio therad personale, e siete tutti invitati a farmi complimenti (Visto che ormai, ahimè, non fate altro!), critiche (Che accetterei ben volentieri) o suggerimenti per prossime storie, in questo post. Ringrazio comunque i Moderatori e il Community Manager per la disponibilità a modificare il tutto. Ora continuiamo con la nostra storia...

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte IV

    Dove eravamo rimasti?... Leone termina il suo racconto su Sir Edoardo, omettendo i dettagli della sua fidanzata Mary. Nel frattempo, riceve una lettera misteriosa, del quale contenuto ne rimane terrorizzato. Il mattino dopo, lo visita un Cavaliere, che si fa guidare nella sua stanza. Cosa vorrà dirgli?
    Quando il Cavaliere aprì la porta, rimase sconcertato da ciò che vide. Un pugnale era conficcato nel petto del povero Leone, che giaceva sul letto senza vita. Corse verso di lui, esclamando: “Chi è il vile bastardo che ha ucciso Leone?”. Entrò l'altro cavaliere, che disse: “Trovate la lettera che gli è stata consegnata ieri sera.Contiene informazioni segretissime e possono essere stata la causa dell'assassinio... I due cavalieri frugarono ovunque, quando nel cassetto trovarono finalmente la lettera. Il Cavaliere che era arrivato per cercare Leone iniziò a leggere: “Sir Hammer da Amburgo. Vi informiamo che non è morto barone alcuno nel nostro feudo e il vostro Sire Edoardo non si è presentato nel nostro Castello.”. Il Cavaliere che era di guardia, invece, esclamò:“Cosa vuol dire?”. “Non lo so, ma l'unica cosa certa è che Leone avrà giustizia. Andate ad informare Sir Edoardo di questa morte misteriosa e dì lui che io rimarrò qui fino alla fine di tutta questa maledetta storia.”. Fu qui che la guardia chiese,incuriosita: “Ma voi, chi siete, di grazia? Non sarete mica un...”.Non ebbe il tempo di rispondere perché gli rispose: “... Cavaliere Errante. L'ordine dei Cavalieri Erranti è stata sempre così misteriosa... Ma Leone ci diede sempre il massimo aiuto nei momenti di bisogno, pur non entrando nel nostro Ordine. La mia missione era di riferire a Leone di un evento che si va a perdere in più di cinquanta anni fa... Ma non posso parlarne a te. Conducimi da Sir Edoardo.”. La guardia chiuse la porta a chiave, consegnandola al Cavaliere Errante. Andarono tutti e due nel Castello per avvertire Sir Edoardo di ciò che era accaduto. Salirono le scale che conducevano alla Sala del Trono, mentre il Cavaliere Errante rifletteva su quello che aveva visto e letto. Una volta aperta la porta, una sala totalmente sfarzosa si aprì alla vista dei due militi. Un trono di oro massiccio, due lampadari agli estremi della stanza fatti dello stesso metallo puro, ma con alcuni riflessi d'argento che davano un gioco di luce a dir poco spettacolare. Ma su quel trono, invece che Edoardo, v'era seduto il Barone Vasil. La guardia, un po' stupita, disse: “Barone, qui c'è un Cavaliere dell'Ordine degli Erranti. Vuole incontrare Sua Maestà Sir Edoardo da Bath.”. Vasil, con un sorriso, rispose: “Benvenuto tra di noi,Cavaliere. Andiamo nella Sala Riunioni, potremo parlare indistrubati.”. La guardia li abbandonò e il Cavaliere Errante,senza rispondere, seguì il Barone nella Sala Riunioni. Un tavolo smisurato era situato nel centro della stanza, costernato più o meno da un centinaio di sedie. Non c'era nessuno. Vasil si sedette ad un'estremità del lunghissimo tavolo, dietro ad un immenso ritratto di Carlo da Bath, il padre di Edoardo. “Mi dica, Cavaliere, in cosa posso aiutarla?”. Finalmente il Cavaliere Errante aprì bocca:“Barone, ciò che sto per rivelarvi è di un'importanza fondamentale. Deve rimanere tra me, lei e Sir Edoardo, può garantirmi ciò?”. Il Barone Vasil rispose che non ne avrebbe parlato con nessun altro. “Si è riaperta una vecchia piaga,Barone. In Medio Oriente si sta cercando ancora l'assassino di Carlo,il padre di Edoardo. Nonostante ciò, nessuno è riuscito ad individuarlo né tra i morti e tanto meno tra i vivi, e nessuno del posto o dei combattenti ricorda di questo uomo che riusciva a lanciare la peste contro gli altri uomini. Nelle zone in cui lottò Carlo è stato trovato una boccetta... Una boccetta che un tempo conteneva uno strano potere. Quello di far venire la peste a chiunque annusasse il gas che conteneva. E sapete cosa è risultato infine? Quella era una boccetta dall'origine britannica. L'assassino del padre di Sir Edoardo era un suo suddito, probabilmente, che lo aveva seguito in guerra.”. E abbiamo ritrovato tra gli archivi della Crociata del 1101 tutti coloro che seguirono Carlo nella Crociata, in una lista firmata di pugno dagli stessi combattenti. Abbiamo fatto ricerche ovunque, ma tutti i feudatari erano morti o partiti per altri Stati.Adesso mi dispiace, Barone, ma devo riferire a Sir Edoardo chi è l'assassino di suo padre. Lo abbiamo individuato.”. Il Barone Vasil chiese: “Mi dica chi è. Riferirò io a Sir Edoardo.”. Ma replicò ancora il Cavaliere: “Io voglio parlare con Sir Edoardo di persona.”. Vasil ribatté: “Non è al castello, in questo momento, lui è...”. Il Cavaliere Errante concluse la frase: “...Ad Amburgo per un funerale?”.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 18.06.2015
    Buon meriggio a tutti! Vi ricordo che per commentare la mia storia o comunque interagire con me, dovete fare riferimento a questo post! Ma ora vediamo come prosegue il tutto...

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte V

    Dove eravamo rimasti?... Leone viene ritrovato morto nel suo letto, così il Cavaliere Errante che era venuto per trovarlo, si fa condurre da Sir Edoardo, affermando di avere notizie sulla morte di suo padre. Ma, nella Sala del Trono, c'è il Barone Vasil.

    Il Barone Vasil era d'un tratto diventato bianco. “Sir Hammer ci ha confermato che ad Amburgo non c'è stato nessun funerale e nessuna visita da partedi Sir Edoardo. Cosa ne avete fatto di lui?”. Il Barone, chinando il capo, rispose: “Ormai non rimane che confessare tutto.”. “E'una buona idea” replicò il Cavaliere Errante. “Ma ora ditemi tutto.”. Dopo un profondo respiro, Vasil iniziò a spiegare:“Quando mio padre partì per la Crociata del 1101, io ero un ragazzo. Io e Sir Edoardo siamo sempre stati rivali, da bambini. Lui era un po' più grandicello di me, di pochi anni, comunque. Quando lui venne affidato a Thomas, io mi trasferii da una mia zia in campagna, dove conobbi una ragazza che sarebbe diventata la mia compagna di giochi. Quella ragazza si chiamava Mary. La accudiva mia zia stessa, gli fu affidata da Thomas in persona dopo che le morirono i genitori, grandi amici di mia zia. La amavo, ma lei al quanto pare non ricambiava, ma non per questo io non la rispettavo. Un giorno,eravamo tutti e due a casa, cresciuti, ma amici ancora. Arrivarono Thomas ed Edoardo, insieme. Ci salutammo, ma quella stretta di mano fu totalmente distratta. Edoardo s'era invanghito totalmente di Mary. Io ne soffrivo amaramente, ma mi convinsi presto del fatto che Mary non mi voleva e che preferiva Edoardo. La vita continuò ad essere sempre più dura, fino a quando non scrissi a mio padre inventandomi una scusa per uccidere Carlo, per vendetta. Scrissi che Edoardo era il prossimo al trono e che lui era stato proclamato Barone a vita. Fu così che lui, in qualche modo, riuscì a farsi procurare da degli alchimisti uno strano gas che infettava la peste a chiunque lo annusasse. Si travestì da uomo islamico, coprendosi il volto, e la lanciò contro Carlo, che ignaro provò ad inseguirlo, ma era troppo tardi e iniziava di già a sentirsi male. Aveva respirato quell'aria maledetta. Quando tornarono a casa,io avevo avuto in modo totale la mia vendetta. Carlo stava morendo,al trono di Bath stava salendo mio padre ed Edoardo era disperato perla perdita del genitore. Ciò mi permise di sposare Mary, rapendola segretamente, all'insaputa del giovane Sire e di trasferirmi a Londra per poco tempo, fino a quando non partecipai anch'io alla Seconda Crociata. Edoardo non sapeva ancora nulla, e ne ero più che compiaciuto. Dopo essere tornati a Bath, ebbe la pensata di trasferirsi in Germania, dove ricevette un fondo per meriti di guerra. Mi chiamò come Barone del Regno, e io chiesi, rischiosamente, se poteva trasferirsi anche mia moglie. Ma invecchiati ambedue, non si riconobbero tra di loro... Ed eccomi qui.”. Il Cavaliere Errante incalzò: “E dov'è Sir Edoardo, adesso? Perché l'hai fatto sparire?”. “E' nelle segrete. L'avrei ucciso stanotte, dopo avrei mandato uno dei miei fedelissimi sulla strada verso Amburgo portandosi dietro il cadavere nascosto in un sacco. E sarebbe tornato il giorno dopo con un cavallo già portato nei pressi di Amburgo ed il cadavere del Re. Sarei statoio a regnare, in questo modo. Oltre a questo, aveva scoperto chi è mia moglie. Non potevo permettere che si riaccendesse una vecchia fiamma. E quanto Leone... La sua storia stava prendendo una brutta piega. La scomparsa misteriosa di Mary e mia moglie dalle origini sconosciute avrebbero fatto venire qualche brutto pensiero in mente ai cavalieri.”. Il Cavaliere Errante stava lisciandosi il mento mentre ascoltava quella storia. “Bene, Barone. Adesso mi ci porterà, in queste segrete, dove libererò Sir Edoardo e imprigionerò voi.”. Passando verso la porta, Vasil notò una spada appesa. In modo veloce la impugnò e prima che il Cavaliere Errante potesse fare qualcosa, gliela conficcò sulla spalla sinistra, che era coperta solo da una banale cotta di maglia. Non era una battaglia, ergo non aveva un'armatura adatta a quell'occasione. Iniziò a sanguinare e a perdere la coscienza. “No” pensò. “Non devo arrendermi!” esclamò, tra sé e sé. Riprese le forze e con la destra, ancora integra, sguainò la sua spada e iniziò a duellare contro Vasil. Uno scontro a dir poco epico, che in pochi momenti sarebbe degenerato nella vigliaccheria del Barone. Infatti,quest'ultimo, si avvicinò alla finestra, urlando: “Soldati!Aggressione! Accorrete!”. Non fu questo che riuscì a fermare il Cavaliere Errante. Con un calcio, stese a terra il Barone, gli mise un piede sopra la pancia e alzò la spada, come per infilzarlo una volta per tutte. “Sei morto, maiale.” disse semplicemente. Le gocce di sangue della spalla sinistra del Cavaliere cadevano lentamente sul mento del Barone, terrorizzato.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 19.06.2015
    Buon meriggio a tutti! Vi ricordo che per commentare la mia storia o comunque interagire con me, dovete fare riferimento a questo post! Ma ora vediamo come prosegue il tutto...

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte VI

    Dove eravamo rimasti?... Il Cavaliere Errante, dopo un interrogatorio al Barone Vasil, scopre tutte le sue malefatte e decide di imprigionarlo. Ma proprio mentre lo conduce nelle segrete, riesce il Barone ad impossessarsi di una spada e a ferirlo lievemente. Chiama i soccorsi, ma poco dopo il Cavaliere è sul punto di ucciderlo.
    La porta si spalancò, seguita da un urlo di un Maggiore dei Cavalieri: “Fermi tutti!”. Il Cavaliere Errante era stato colto con le mani nel sacco. E aveva la parola di Vasil contro la sua, nessuno gli avrebbe creduto alla sua storia. “Il Cavaliere Errante?”. “Maggiore,posso spiegare, io...”. “Non avete nulla da spiegare!” replicò il Maggiore. Nel frattempo aveva fatto rialzare Vasil in piedi.“Eravate qui per Leone, ma è stato assassinato... E ora venite ad ammazzare il Barone Vasil?”. “Lasciatemi andare nelle segrete evi mostrerò qualcosa. Il primo ad aggredirmi è stato il Barone, ho agito per legittima difesa. Ve lo giuro sul mio onore.”. Fu qui che il Barone Vasil, convinto di essere in vantaggio, esclamò: “Non è per nulla vero! E' entrato, abbiamo discusso per un'oretta e poi ha iniziato a ricattarmi con la spada!”. “Maledetto verme.”imprecò tra i denti il Cavaliere Errante. “Riferirò ai vostri Superiori, Cavaliere, di questo comportamento. Per noi siete da condanna a morte. Andate ad allestire la forca.” disse agli altri soldati. Il Cavaliere Errante, spinto dall'odio che nutriva per Vasil, andò verso il Maggiore, spingendolo a terra ma senza ferirlo e corse giù per le scale, cercando l'accesso alle segrete. Il Maggiore subito scattò in piedi e lo inseguì, dietro l'urlo del Barone, che richiamava tutte le unità a catturare il condannato a morte. Nel frattempo il Cavaliere aveva raggiunto una torre della Fortezza. “Di solito sono nei sotterranei delle torri, le segrete.Devo liberare Sir Edoardo.” disse tra sé e sé. Scese dalle scalee vide che c'erano delle guardie. “Sgherri di Vasil, immagino.”pensò. Si avvicinò a loro e con furbizia iniziò a dire: “Salve,buon uomo. Sono uno dei nuovi tra i bracci destri del Barone Vasil. Mi ha ordinato di interrogare Sir Edoardo, è forse lì dentro?”.La guardia rispose: “Certo, è qui dentro. Accomodatevi.”. Non appena si voltò per aprire la cella, ricevette un colpo in testa talmente forte da rimanere svenuto. Così il Cavaliere raccolse le chiavi, aprì la cella e vedendo Sir Edoardo, esclamò: “Sire!”.Trascinò la guardia svenuta dentro la cella e si barricò all'interno di essa. “Chi siete, giovanotto?” chiese Sir Edoardo.“Sono un Cavaliere degli Erranti. Ma questo non può farvi specie,Sire, vi racconto una storia...”. Il Cavaliere raccontò la storia di Leone e del suo assassinio e l'ammissione di Vasil, non omettendo tuttavia la storia di Mary. “Vile bastardo! Non solo osò programmare l'assassinio di mio padre, ma m'ha privato del mio migliore amico tra tutti... Aspira al trono... Il Barone Vasil, anche da giovane, era sempre stato un po' vigliacco. Me lo sarei dovuto aspettare un tiro mancino da quell'uomo. E' tanto malefico che aspira al trono. Suo padre è morto, Cavaliere, ma mi vendicherò su di lui,per tutto ciò che ha fatto!”. Il Cavaliere gli sorrise e con le chiavi della guardia gli liberò anche i polsi, legati da una catenella al muro. “Voi non sapevate di essere qui per il Barone?”.“No! Ho provato a chiamare aiuto, era notte, mi sono risvegliato qui. Avevo pensato a qualche Cavaliere che voleva vendicarsi di qualcosa... Invece era Vasil. Bastardo.”. Il Cavaliere Errante aprì la porta, si assicurò che non ci fosse nessuno nelle segrete e invitò Sir Edoardo ad uscire dal Castello. Silenziosamente, videro gruppi guidati dal Maggiore che cercavano il Cavaliere ovunque.“Sire, dobbiamo essere molto veloci.”. Andati nelle scuderie senza farsi vedere, presero uno dei cavalli più veloci. Lo montarono e dopo pochi secondi uscirono dal portone del castello, visti persino dal Barone. Le frecce delle balestre e degli archi nulla poterono contro la velocità del cavallo. “Barone, cosa facciamo? Li inseguiamo? E chi era l'altro uomo che trascinava dietro?”. Il Barone Vasil, arrabbiato, rispose: “Al Diavolo, no, non li inseguite.”. Poi, con un sorrisino malizioso, continuò: “Sono più che certo che torneranno molto presto... Lui e il S...uo complice.”. Si allontanò dai soldati e pensò tra sé e sé:“Stavo per tradirmi di nuovo, dannazione. Ed è riuscito a liberarlo... Ma torneranno qui, ne sono più che certo. E io non mi farò trovare impreparato, nei prossimi giorni...”.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 23.06.2015
    Buona sera a tutti! Chiedo venia per l'assenza, ma non ho avuto tempo materiale da dedicare al forum, a malapena sono riuscito ad entrare su Empire... Vi ricordo che per commentare la mia storia o comunque interagire con me, dovete fare riferimento a questo post! Ma ora vediamo come prosegue il tutto...

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte VII

    Dove eravamo rimasti?... Il Cavaliere Errante viene condannato a morte, ma riesce a scampare ai soldati di Vasil per arrivare nelle segrete e liberare Sir Edoardo, che gli spiega la situazione. Una volta che si impossessano di un destriero, fuggono nella notte più buia.

    Nel frattempo Sir Edoardo e il Cavaliere Errante si allontanavano dal Castello. Il loro viaggio, nella notte, era silenzioso. Nessuno, preso dai propri pensieri, aveva il coraggio di parlare. Gli unici rumori che la notte offriva ai due erano l'inquietante verso delle civette o dei gufi e il suono dei grilli ben nascosti tra le foglie degli alberi e il fruscio delle foglie spinte dalla leggera, timida brezza estiva. Ogni tanto si poteva udire qualche ululato dei lupi (E quante leggende correvano ai tempi su Vampiri e Licantropi!). Ma i due uomini erano troppo tesi per pensare a tutto ciò. Sfrecciavano nella notte,allontanandosi da Vasil e da quel castello. Arrivarono più o meno all'alba in un accampamento dei Cavalieri Erranti e, una volta che furono riconosciuti dagli altri membri dell'Ordine, entrarono nel campo. “Dovete sapere” iniziò a spiegare il Cavaliere “Che i Cavalieri Erranti nei loro accampamenti sono molto ospitali. Abbiamo Cavalieri di ogni nazione della Terra, che vengono a far parte del nostro Ordine per avere il piacere di viaggiare senza meta, vagare per i feudi e aiutare chi è nel bisogno. Una vita che, prima della Seconda Crociata, aveva fatto anche il vostro Leone.” “Proprio così” rispose Sir Edoardo “Leone è stato sempre molto stretto al vostro Ordine, anche quando ormai non ne faceva più parte.”. Si recarono dal Maggiore e, spiegata la situazione, Sir Edoardo venne accolto e fatto riposare in una tenda tra le più lussuose. Quando lo andò a trovare, il Cavaliere disse: “Sire, quest'inconveniente vista tenendo lontano dalla vostra lussuosa camera da letto, ma non temete, vi ci riporteremo presto nel vostro letto.”. “Non temere,giovanotto” rispose “Mi ricorda tanto la Seconda Crociata, quando dormivamo nelle tende inglesi... Bei tempi davvero!”. Lo lasciò dormire e riposare. Andò dal Maggiore e gli chiese: “Cosa si fa?”.Il Maggiore, lisciandosi il mento, rispose: “Ciò che abbiamo sempre fatto: Portiamo la giustizia. Giusto ieri mi hanno mandato dall'Oriente dei rinnegati ottomani che volevano entrare nell'Ordine.”. “Fantastico! Si dice che siano Cavalieri insuperabili!”. “Torniamo a noi. Abbiamo ottenuto questi rinnegati come rinforzo, si trovano in una tenda alla fine dell'accampamento e ora sono andati a caccia di lupi. Cosa conti di fare per far cadere quel maledetto Barone in una trappola?”. Il Cavaliere spiegò il suo piano al Maggiore il quale ne fu più che soddisfatto e lo approvò in pieno. Nel frattempo, Vasil aveva assoldato alcuni mercenari. “Voglio che andate all'accampamento più vicino dei Cavalieri Erranti e nella notte date fuoco a tutto quanto.”. I mercenari ubbidirono e si misero in cammino alla ricerca del più vicino accampamento. Sir Edoardo, nel frattempo,girava tra le tende dei Cavalieri Erranti e si recò dai Cavalieri dell'Oriente. Vide che parlavano in turco, così iniziò a rivolgergli la parola. “Salve, Cavalieri. Venite forse dall'Oriente?”. I Cavalieri velocemente si inchinarono, vedendo Sir Edoardo. Anche loro avevano sentito di questo Re che era nel loro accampamento. “Veniamo dall'Impero Turco, sire. Parlate turco come noi?”. “Parlo turco dopo la Seconda Crociata. Voi siete troppo giovani perché ci siate partecipati... Ma è grazie a quella battaglia che sono diventato Re. Ma è anche per quella battaglia che mi sono avvenute molte cose spiacevoli... Avete sentito della missione che vi toccherà a breve?”.“Sì, signore.”. “E siete pronti?”. “Sì, signore.”. “Ben detto! Allora vi voglio carichi per questa rivincita!”.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 24.06.2015
    Buonasera a tutti! Vi ricordo che per commentare la mia storia o comunque interagire con me, dovete fare riferimento a questo post! Ma ora vediamo come prosegue il tutto...

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte VIII

    Dove eravamo rimasti?... Sir Edoardo​, una volta fuggito dal suo castello, si rifugia in un accampamento di Cavalieri Erranti. Ma Vasil trama nell'ombra, e assolda alcuni mercenari che hanno il compito di bruciare il più vicino accampamento dei Cavalieri dell'Ordine.

    Nella notte, i mercenari giunsero nell'Accampamento più vicino dei Cavalieri Erranti, che era ovviamente quello in cui si era rifugiato Sir Edoardo. Si interrogavano su come sabotare il tutto, se entrare e bruciare tutto dall'interno o lanciare frecce incendiarie da fuori.Sta di fatto che c'erano alcuni Erranti di guardia che gironzolavano qua e là, ma non si erano accorti dei due intrusi. A uno dei due,improvvisamente, venne un'idea geniale. Poco dopo, si presentarono alle porte dell'accampamento come due poveracci. “Abbiate pietà di noi!” esclamavano. Le guardie si accorsero della loro presenza e chiesero: “Che è successo?”. “Cercavamo l'elemosina nel Castello di Sir Edoardo, poco lontano da qui, ma nessuno ha sfamatole nostre bocche. Non addentiamo qualcosa da giorni...”. “Venite dentro, vi farò portare un po' di pane.”. Ma, non appena il Cavaliere Errante si voltò, venne colpito a tradimento dai due, che lo uccisero. “Perfetto, ci siamo liberati di questo pezzente. Ora,fuoco. Magari cerchiamo la tenda di Sir Edoardo e portiamo la sua testa al Barone!” sghignazzò uno dei due. “Ottima idea! Prima,però, bruciamo qualcosa. Alla fine, in preda al panico, non si accorgeranno che il Re che tanto hanno accudito rimarrà senza testa!”. Iniziarono a bruciare le tende, molto silenziosamente.Prima controllavano se all'interno c'era qualcosa di prezioso, ma nulla, nella maggior parte dei casi. Una delle guardie, tornando all'accampamento, si accorse del fuoco e gridò: “Al fuoco!”spronando il suo cavallo verso gli edifici infiammati. Qualcuno iniziò a svegliarsi e in preda al panico iniziò a tirare barili su barili di acqua sul fuoco, che col vento della notte non accennava a spegnersi. In un breve momento, tutto l'accampamento era sottosopra,tranne Sir Edoardo, che dormiva ancora. “Che facciamo?” chiese uno dei Cavalieri al Maggiore. “Cercate di spegnere quelle fiamme.Se il colpevole è ancora qui, lo staneremo... E sicuramente ha un solo obiettivo... Sir Edoardo. Lasciamo che faccia il suo gioco,allora. Che nessuno si azzardi a destare il Re!”. Detto questo, il Maggiore rimase nascosto, fissando attentamente la tenda dove dormiva Edoardo. A questo punto, i due Ladri si nascosero in una tenda,prendendo alcune armature degli Erranti che si erano svegliati ma non la avevano indossata. “Che diamine!” esclamò uno di loro.“Questa non è la mia taglia!”. “Certo che no!” rispose l'altro. “La tua taglia è fatta di carta e non di ferraglia come quell'armatura!”. Risero insieme. “Comunque” proseguì “Cheti aspettavi? Lo sai che l'erba Voglio non cresce nemmeno nel Giardino del Re!”. Uscirono dalle tende, senza che nessuno facesse troppo caso a loro. Si allontanarono verso la zona meno infiammata dell'accampamento, mettendosi alla ricerca di Sir Edoardo. “Allora,vai da quella parte, io vado dall'altra.”. Si organizzarono. E allora uno di loro si allontanò silenziosamente, tra le tende,cercando quella di Sir Edoardo. Entrò in una, in una abbastanza grande, abbassò le coperte e vide il volto: Era proprio quello del Re! Nel frattempo, l'altro aveva fatto il giro e si era accorto del Maggiore che stava fissando il suo complice mentre entrava nella tenda di Sir Edoardo. “Devono aver capito tutto, maledizione! Ma se riesco a spedire a nanna questo bellimbusto, abbiamo risolto tutti i nostri problemi...”. E così, mentre silenziosamente uno dei due mercenari si avvicinava col coltello alla gola di Sir Edoardo, che dormiva tranquillamente, l'altro si avvicinava con la spada puntata verso la schiena del Maggiore. Stava quasi per arrivare l'alba e avrebbero dovuto svolgere velocemente il loro compito. Il mattino avrebbe sconvolto le cose, se non fossero fuggiti prima del previsto.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 30.06.2015
    Buonasera a tutti! Vi ricordo che per commentare la mia storia o comunque interagire con me, dovete fare riferimento a questo post! Ma ora vediamo come prosegue il tutto...

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte IX

    Dove eravamo rimasti?... Sir Edoardo si trova nell'accampamento degli Erranti, che a mano di alcuni mercenari mandati da Vasil va a fuoco. Ai due sgherri del Barone viene l'idea di tagliare la testa al Re. Ed è proprio quello che sta per avvenire...


    Improvvisamente,un coltellino da lancio bersagliò in pieno quella che era la spalla del mercenario che si avvicinava furtivamente per uccidere il Maggiore, rimasto di guardia e pronto ad entrare in azione per salvare Sir Edoardo. Si voltò immediatamente, vedendo morto quell'uomo. Guardò in alto. C'era un Cavaliere interamente vestito di nero, che aveva un elmo protetto da una visiera che rendeva impossibile il riconoscimento del suo volto. “Veloce, Maggiore. Sir Edoardo è in pericolo.”. Senza battere ciglio, egli corse verso la tenda del Re ed esclamò: “Fermo!”. Il mercenario, stupito,rimase come di pietra per qualche attimo. “Ci aveva visto giusto,quel tale. Ma chi sarà?” pensò tra sé e sé il Maggiore. Il Cavaliere Errante, o meglio, il mercenario lasciò la spada per terra e alzò le mani. “Il tuo compare è finito all'altro mondo, alquanto pare. Ora, però, esigo da te delle spiegazioni.”. Invece,senza rispondere in nessun modo, prese velocemente la sua spada e senza esitare la fece penetrare nel suo petto. Cadde pochi istanti dopo sul suolo, rimanendoci secco. Il Maggiore si voltò ancora. Il Cavaliere Nero era scomparso. “Ma chi era, quel tale?...” pensò. Non ci pensò troppo e andò a svegliare Sir Edoardo. “Sire,volevano uccidervi!” esclamò il Maggiore. “Oh, Maggiore”replicò Edoardo, sbadigliando. “Lasciate a me il tempo di destarmi da questo buon sonno. Poi ne riparleremo.”. Pochi minuti dopo,stavano discutendo sui possibili mandanti di quei due mercenari.“Fuori dubbio sarà stato quel vigliacco di Vasil!” esclamò Sir Edoardo. “Noi siamo pronti per la carica. Domani mattina all'alba dovremmo essere pronti.” rispose il Comandante degli Erranti.“Perfetto, Comandante! Andiamo da Vasil e distruggiamolo una volta per tutte! Riprendiamoci ciò che è nostro!” esclamò Sir Edoardo,incattivito. Nel pomeriggio, tutti i Cavalieri si esercitavano per quella che sembrava essere una battaglia fatale. Nel mentre, Sir Edoardo era nella sua tenda a leggere un manoscritto. Una folata divento entrò improvvisamente scuotendo le tende. “Che brutto vento che c'è oggi, da queste parti.” si disse il Re. Poco dopo, una nuova, improvvisa scossa di vento, molto più forte, fece vibrare la tenda. “Santo cielo, ma cosa accade?” esclamò Sir Edoardo. Poco dopo, entrò lo stesso Cavaliere Nero che all'alba aveva ucciso il mercenario mandato da Vasil. “Chi sei?” chiese Sir Edoardo,nettamente impaurito. “Sono l'incubo di tutte le guerre, l'orrore dei morti nelle battaglie. Sono anche il pianto delle mogli e delle madri dei morti sul campo. Il mio mantello è fatto di notte e la mia armatura è fatta di sventura. Edoardo, sono qui per invocarti a non compiere ciò che il tuo animo focoso e agguerrito vorrebbe fare.”.“Di cosa parli?” chiese, intimorito, il Re. Il Cavaliere Nero riprese: “Domani sarà compiuta una carica ai danni del Barone Vasil. Ho viaggiato con un nero destriero fatto di vendetta nel corso del tempo e ti sto avvisando, Edoardo. Domani perderai la tua vita,se non placherai il tuo istinto.”. “Se ti ha inviato Vasil”rispose Edoardo “Puoi tornare indietro. Digli che le sue minacce non mi fanno paura!”. “Il mio vero mandante sei tu, Edoardo. Il vero mandante di quest'ombra sei solo tu. E' stato il tuo bollente spirito a mandarmi qui, a chiamarmi così tante volte. Fermati,Edoardo. Te lo chiedo a nome della tua vita e di centinaia su centinaia di cavalieri che domani all'alba l'unica cosa che avranno non sarà la gloria, l'onore o il loro nome stampato sui libri dei più valorosi guerrieri. Sarà un'immeritata morte, suicidio oserei chiamarlo. Io ti ho avvertito, Edoardo. Domani staremo a vedere chi aveva ragione.”. Una nuova scossa di vento scosse la tenda e il Cavaliere Nero scomparve sotto gli occhi del Re. “Quella voce la conoscevo. Dove l'avrò sentita?”. La notte del Re fu agitata e tormentata, tanto che non riuscì a dormire. Ciò per l'ansia dell'imminente battaglia, ma anche per ciò che gli aveva detto il Cavaliere Nero. Ciò non toglie che, all'alba, erano tutti fuori dall'accampamento. In testa ad una lunga coda di Cavalieri Erranti,c'era Sir Edoardo. Al suo fianco, il Maggiore. E non appena il Sole fornì loro un minimo di luce indispensabile per intraprendere il viaggio, si misero in cammino verso il Castello di Vasil.
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  • Matvej NazadMatvej Nazad Post: 102
    modificato 02.07.2015
    Buonasera a tutti! Finalmente è arrivato il momento di chiudere questa storia... Vi ricordo che per commentarla o comunque interagire con me, dovete fare riferimento a questo post! Ma ora vediamo come si conclude il tutto!

    LA STORIA DI SIR EDOARDO DA BATH
    Parte X

    Mentre marciavano nelle immense praterie germaniche, attraversando piccole radure o talvolta dei boschetti, Sir Edoardo, d'un tratto, balzò dalla sella. “Ma è chiaro! Quel Cavaliere, era proprio lui!” esclamò. I Cavalieri Erranti lo guardarono con un'aria stupita. “Cosa intende dire,Sire?”. “Per tutti i diavoli, ma com'è possibile?”. Il viaggio proseguì con Edoardo che era molto più ansioso del solito. Aveva dato ordine di non attaccare gli avversari finché non lo avrebbero aggredito. La mattina era fresca e la rugiada si scioglieva lentamente sotto il pallido sole mattutino. Nel frattempo, al castello del Barone Vasil, erano tutti molto ansiosi per la battaglia, fermi alle mura. “Ma è vero quello che si dice?” si chiedevano tra di loro i soldati. “Che Sir Edoardo sta tornando da Monaco con un possente esercito e ce l'ha con noi?”. “Pare di sì,ma non chiedermi il motivo.”. Mentre Vasil, dalla Sala del Trono,dalla solita finestra, guardava l'orizzonte aspettandosi prima o poi l'arrivo dell'esercito avversario, sentì immediatamente un colpo divento. “Un colpo di vento? Non c'era che una leggera brezza piacevole, prima d'adesso.”. E, dopo pochi istanti, una nuova scossa di vento, talmente forte da sembrare un uragano, lo travolse a tal punto da farlo cadere. “Buongiorno, Barone.”. Il Barone si voltò e vide ancora una volta quel Cavaliere Nero fermo che lo fissava. “Chi siete?”. “Sono l'incubo di tutte le guerre,l'orrore dei morti nelle battaglie. Sono anche il pianto delle moglie delle madri dei morti sul campo. Il mio mantello è fatto di notte e la mia armatura è fatta di sventura. Barone, sono qui per invocarvi a non compiere ciò che il vostro animo focoso e agguerrito vorrebbe fare.”. Insomma, ripeté le medesime parole che aveva detto poche ore prime a Sir Edoardo. “Cosa intendi dire?”. “Ciò che hai fatto non è giusto. E nemmeno la vendetta che ha in serbo Edoardo per te lo è. In nome del cielo, evitate un nuovo inutile versamento di sangue.”. Rimasero lì a dialogare per un'altra oretta, quando delle trombe iniziarono a suonare. Da lontano, si iniziava a scorgere l'esercito degli Erranti. E gli Erranti iniziavano a scorgere il castello. “Adesso riavrete ciò che è vostro!” esclamò il Maggiore. “Sì, certo...” esclamò Sir Edoardo. Fuori dalle mura un possente gruppo di militi li aspettavano con delle balestre puntate verso gli Erranti. Una volta giunti alle porte del castello, i due eserciti si guardarono con disprezzo. Edoardo esclamò: “Vi prego, prima di questa guerra...Convocate qui il Barone Vasil.”. Ma ecco che la porta si spalancò e il Barone Vasil uscì andando incontro a Sir Edoardo. Si guardarono profondamente negli occhi. Dopo quel momento, ognuno dei due eserciti sapeva che la battaglia sarebbe iniziata. Ma, accadde l'imprevisto, i due nemici si abbracciarono e tornarono ad essere amici. Una volta terminato l'abbraccio, Edoardo poté voltarsi verso una collina:c'era il Cavaliere Nero, che prima di scomparire definitivamente dalla Terra, aveva alzato il braccio per salutarli. “Grazie di tutto... Leone.”. I due ritornarono ad essere quelli di sempre e Vasil diventò re subito dopo la morte di Edoardo. Riuscì a regnare saggiamente e ordinò che una sede degli Erranti venisse costruita in quel castello. In onore di un Ordine che mai si era arreso di fronte al pericolo e in segno di rimembranza a quel giorno fatale. Ebbene,quello che avete sentito può parvi assurdo e surreale, ma sta solo a voi crederci se questa storia è vera o meno. Ma, vi basterà essere certi che da là sopra, Leone o il Cavaliere Nero, come preferite, è soddisfatto di aver dato a questa storia un inizio ed una fine. Anche la sua storia è finita per diventare leggenda tra i racconti di fronte al fuoco dei Cavalieri. E ancora una volta, i più creduloni si facevano ammaliare e altri invece non ci credevano nemmeno un po'.Ecco, abbiamo fatto anche noi un piccolo raduno intorno al fuoco. Sta a voi crederci o meno...


    FINE
    (La novella che pubblicherò uscirà in data 10 luglio. Nel mentre, invito i Moderatori o chi di dovuto a chiudere la discussione in attesa di altre. Grazie a tutti per il sostegno che avete dato a questa storia.)


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