Pensare è molto difficile. Per questo la parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette non ha modo di esprimere continuamente giudizi
Carl Gustav Jung
Parlo della gelosia che svuota le vene all’idea che l’essere amato penetri un corpo altrui, la gelosia che piega le gambe, toglie il sonno, distrugge il fegato, arrovella i pensieri, la gelosia che avvelena l’intelligenza con interrogativi sospetti, paure, e mortifica la dignità con indagini, lamenti, tranelli facendoti sentire derubato
(Oriana Fallaci)
[/Ti diranno ti amo e ti voglio bene, ma non conservare queste parole nell’anima se non vedi i loro occhi che brillano, quando le pronunciano, o se lacrimano quando te ne vai!
(Ejay Ivan Lac)B]
Sono una donna Nessuno può immaginare quel che dico quando me ne sto in silenzio,
chi vedo quando chiudo gli occhi,
come vengo sospinta quando vengo sospinta,
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa quando ho fame
quando parto,
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa che per me andare è ritornare e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera,e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertàfosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà e io glielo lascio credere
e avvengo. Joumana Haddad, scrittrice, giornalista e poetessa libanese
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Carl Gustav Jung
Henri Poincaré
Sacha Guitry.
(Oriana Fallaci)
(Ejay Ivan Lac)B]
Nessuno può immaginare quel che dico quando me ne sto in silenzio,
chi vedo quando chiudo gli occhi,
come vengo sospinta quando vengo sospinta,
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa quando ho fame
quando parto,
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa che per me andare è ritornare e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera e la mia forza è una maschera,e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertàfosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà e io glielo lascio credere
e avvengo.
Joumana Haddad, scrittrice, giornalista e poetessa libanese