Home Italian Angolo Creativo

Poesie varie

11429

Commenti

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Pablo Neruda: Timidezza

    Appena seppi, solamente, che esistevo
    e che avrei potuto essere, continuare,
    ebbi paura di ciò, della vita,
    desiderai che non mi vedessero,
    che non si conoscesse la mia esistenza.
    Divenni magro, pallido, assente,
    non volli parlare perché non potessero
    riconoscere la mia voce, non volli vedere
    perché non mi vedessero,
    camminando, mi strinsi contro il muro
    come un’ombra che scivoli via.
    Mi sarei vestito
    di tegole rosse, di fumo,
    per restare lì, ma invisibile,
    essere presente in tutto, ma lungi,
    conservare la mia identità oscura,
    legata al ritmo della primavera.

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787
    Wole Soyinka:  Conversazione telefonica

    Il prezzo sembrava ragionevole, il luogo
    indifferente. L'affittuaria aveva giurato di vivere
    fuori sede. Non rimaneva nulla
    se non la confessione. "Signora" avvisai,
    "detesto buttar via tempo in viaggi inutili - sono africano."
    Silenzio. Trasmissione zittita di
    buone maniere pressurizzate. La voce, quando venne,
    spalmata di rossetto, pigolio di lungo
    bocchino dorato. Ero stato beccato, che imbecille.
    "QUANTO SCURO?"... Non avevo sentito male... "LEI È CHIARO
    O MOLTO SCURO?" Bottone B. Bottone A. Tanfo
    di respiro rancido di pubblico nascondino telefonico.
    Cabina rossa. Cassetta rossa. Autobus rosso
    a due piani che schiaccia l'asfalto. Era vero! Svergognata
    dal silenzio scortese, la resa
    spinse lo stupore a pregare semplificazione.
    Lei era piena di riguardo, variando l'enfasi -
    "LEI È SCURO? O MOLTO CHIARO?"
    Venne la rivelazione.
    "Lei intende - come cioccolato semplice o al latte?"
    Il suo assenso era clinico, schiacciante nella propria leggera
    impersonalità. Rapidamente, regolatomi a quella lunghezza d'onda,
    scelsi. "Seppia Africano occidentale" e come pensiero aggiunto,
    "Come dice il mio passaporto." Silenzio per spettroscopico
    volo di fantasia, fino che la sincerità fece risuonare il suo duro
    accento sulla cornetta. "COS'E'?" concedendo
    "NON HO IDEA DI COSA SIA." "Tipo castano."
    "È SCURO, GIUSTO?" "Non del tutto.
    Di faccia, sono castano, ma signora, dovrebbe vedere
    il resto di me. Il palmo della mia mano, le piante dei miei piedi
    sono di un biondo ossigenato. Lo sfregamento, dovuto -
    che stupido pazzo - allo starmene seduto, ha reso
    il mio sedere nero corvino - un momento, signora!"- percependo
    il suo ricevitore rizzarsi in un fragore di tuono
    fin nelle orecchie: "Signora," supplicai, "non vorrebbe piuttosto
    controllare di persona?"

  • gio2323 (IT1)gio2323 (IT1) IT1 Post: 95
    ora
    carismatico e intenso è il nostro essere
    apparentemente unico e "incontrollabile"
    orientato nella particolarità
    come un senso nuovo
    raccolto dalle piccole cose
    ascolto e sorrido

                       La Giovi
  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Jacques Prévert: Barbara

    Rappelle-toi Barbara
    Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là
    Et tu marchais souriante
    Epanouie ravie ruisselante Sous la pluie
    Rappelle-toi Barbara
    Il pleuvait sans cesse sur Brest
    Et je t'ai croisée rue de Siam
    Tu souriais, et moi je souriais de même
    Rappelle-toi Barbara
    Toi que je ne connaissais pas
    Toi qui ne me connaissais pas
    Rappelle-toi, Rappelle-toi quand même ce jour-là
    N'oublie pas
    Un homme sous un porche s'abritait
    Et il a crie ton nom,  Barbara
    Et tu as couru vers lui sous la pluie
    Ruisselante ravie épanouie
    Et tu t'es jetée dans ses bras
    Rappelle-toi cela Barbara
    Et ne m'en veux pas si je te tutoie
    Je dis tu a tous ceux que j'aime
    Même si je ne les ai vus qu'une seule fois
    Je dis tu a tous ceux qui s'aiment
    Même si je ne les connais pas
    Rappelle-toi Barbara, n'oublie pas
    Cette pluie sage et heureuse
    Sur ton visage heureux
    Sur cette ville heureuse
    Cette pluie sur la mer, sur l'arsenal
    Sur le bateau d'Ouessant
    Oh Barbara, quelle connerie la guerre
    Qu'es-tu devenue maintenant
    Sous cette pluie de fer
    De feu d'acier de sang
    Et celui qui te serrait dans ses bras
    Amoureusement
    Est-il mort disparu ou bien encore vivant
    Oh Barbara, il pleut sans cesse sur Brest
    Comme il pleuvait avant
    Mais ce n'est plus pareil et tout est abîmé
    C'est une pluie de deuil terrible et désolée
    Ce n'est même plus l'orage
    De fer d'acier de sang
    Tout simplement des nuages
    Qui crèvent comme des chiens
    Des chiens qui disparaissent
    Au fil de l'eau sur Brest
    Et vont pourrir au loin
    Au loin très loin de Brest
    Dont il ne reste rien.

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787
    modificato 18.03.2016

    OT: OK ecco la versione italiana. Dubbio: l'intellettualità dipende dalla lingua????

    Jacques Prévert: Barbara

    Ricordati Barbara
    Pioveva senza sosta quel giorno su Brest
    E tu camminavi sorridente
    Serena rapita grondante
    Sotto la pioggia

    Ricordati Barbara
    Come pioveva su Brest
    E io ti ho incontrata a rue de Siam
    Tu sorridevi
    Ed anch'io sorridevo

    Ricordati Barbara
    Tu che io non conoscevo
    Tu che non mi conoscevi

    Ricordati
    Ricordati quel giorno ad ogni costo
    Non lo dimenticare
    Un uomo s'era rifugiato sotto un portico
    E ha gridato il tuo nome
    Barbara
    E sei corsa verso di lui sotto la pioggia
    Grondante rapita rasserenata
    E ti sei gettata tra le sue braccia

    Ricordati questo Barbara
    E non mi rimproverare di darti del tu
    Io dico tu a tutti quelli che amo
    Anche se una sola volta li ho veduti
    Io dico tu a tutti quelli che si amano
    Anche se non li conosco

    Ricordati Barbara
    Non dimenticare
    Questa pioggia buona e felice
    Sul tuo volto felice
    Su questa città felice
    Questa pioggia sul mare
    Sull'arsenale
    Sul battello d'Ouessant

    Oh Barbara
    Che coglionata la guerra
    Che ne è di te ora
    Sotto questa pioggia di ferro
    Di fuoco d'acciaio di sangue
    E l'uomo che ti stringeva tra le braccia
    Amorosamente
    E' morto disperso o è ancora vivo

    Oh Barbara
    Piove senza sosta su Brest
    Come pioveva allora
    Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato
    È una pioggia di lutti terribili e desolata
    Non c'è nemmeno più la tempesta
    Di ferro d'acciaio e di sangue
    Soltanto di nuvole
    Che crepano come cani
    Come i cani che spariscono
    Sul filo dell'acqua a Brest
    E vanno ad imputridire lontano
    Lontano molto lontano da Brest
    Dove non vi è più nulla

  • ocaocra (IT1)ocaocra (IT1) IT1 Post: 3,125
    ot su ot : ormai non riesco più a stare al vostro passo siete oltre  B)

    Io non ho bisogno di denaro - Alda Merini 

     

    Io non ho bisogno di denaro 
    ho bisogno di sentimenti  
    di parole  
    di parole scelte sapientemente 
    di fiori detti pensieri 
    di rose dette presenze 
    di sogni che abitino gli alberi 
    di canzoni 
    che facciano danzare le statue  
    di stelle che mormorino  
    all'orecchio degli amanti. 
    Ho bisogno di poesia  
    questa magia che brucia  
    la pesantezza delle parole  
    che risveglia 
    le emozioni e dà colori nuovi.              


  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787
    modificato 19.03.2016

    Adoro la poesia  sopra della Merini. L'avevo postata tempo fa, ma è sempre bello rileggerla. Io propongo questa:

    Pablo Neruda: Lentamente muore

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
    rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
    bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
    sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
    all'errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
    lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
    sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
    non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
    chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
    giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
    fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
    chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
    respirare.
    Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
    felicità.

    Post edited by kriss47 (IT1) on
  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Troppo intellettualismo! Sono stremata! Solo Rodari mi può salvare!

    Gianni Rodari: Le parole

    Abbiamo parole per vendere
    parole per comprare
    parole per fare parole
    ma ci servono parole per pensare.

    Abbiamo parole per uccidere
    parole per dormire
    parole per fare solletico
    ma ci servono parole per amare.

    Abbiamo le macchine
    per scrivere le parole
    dittafoni magnetofoni
    microfoni
    telefoni

    Abbiamo parole
    per far rumore,
    parole per parlare
    non ne abbiamo più.
  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787
    Wislava Szymborska : Pi greco

     È degno di ammirazione il Pi greco  tre virgola uno quattro uno.
    Anche tutte le sue cifre successive sono iniziali, cinque nove due, poiché non finisce mai.
     Non si lascia abbracciare sei cinque tre cinque dallo sguardo,
     otto nove, dal calcolo, sette nove dall'immaginazione,
     e nemmeno tre due tre otto dallo scherzo,
    ossia dal paragone quattro sei con qualsiasi cosa due sei quattro tre al mondo.
    Il serpente più lungo della terra dopo vari metri si interrompe.
    Lo stesso, anche se un po' dopo, fanno i serpenti delle fiabe.
    Il corteo di cifre che compongono il Pi greco non si ferma sul bordo della pagina,
    È capace di srotolarsi sul tavolo, nell'aria, attraverso il muro, la foglia, il nido, le nuvole,
    diritto fino al cielo, per quanto è gonfio e senza fondo il cielo.
    Quanto è corta la treccia della cometa, proprio un codino!
    Com'è tenue il raggio della stella, che si curva a ogni spazio!
    E invece qui due tre quindici trecentodiciannove il mio numero di telefono
    il tuo numero di collo l'anno millenovecentosettantatré sesto piano
    il numero degli inquilini sessantacinque centesimi la misura dei fianchi due dita
    sciarada e cifra in cui vola e canta usignolo mio oppure si prega di mantenere la calma,
    e anche la terra e il cielo passeranno,
    ma non il Pi greco,
    oh no, niente da fare,
    esso sta lì con il suo cinque ancora passabile,
    un otto niente male, un sette non ultimo,
    incitando, ah, incitando
    l'indolente eternità a durare.

  • ocaocra (IT1)ocaocra (IT1) IT1 Post: 3,125
    Antonimo 
    Acronimo 
    Antroponimo
    Eponimo
    Eteronimo
    Fitonimo
    Geronimo
    Idronimo
    Inanonimo
    Iperonimo 
    Iponimo 
    Metonimo 
    Omonimo
    Paronimo
    Pseudonimo 
    Sinonimo
    .......anonimo tutta la vita


    io

  • ocaocra (IT1)ocaocra (IT1) IT1 Post: 3,125
    Ciò che ho scritto di noi - Nazim Hikmet

    Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
    è la mia nostalgia
    cresciuta sul ramo inaccessibile
    è la mia sete
    tirata su dal pozzo dei miei sogni
    è il disegno
    tracciato su un raggio di sole

    ciò che ho scritto di noi è tutta verità
    è la tua grazia
    cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
    è la tua assenza
    quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
    è la mia gelosia
    quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
    è la mia felicità
    fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

    ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
    ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Anna Achmatova: La porta è socchiusa

    La porta è socchiusa,
    dolce respiro dei tigli...
    Sul tavolo, dimenticati,
    un frustino ed un guanto.

    Giallo cerchio del lume...
    Tendo l’orecchio ai fruscii.
    Perché sei andato via?
    Non comprendo...

    Luminoso e lieto
    domani sarà il mattino.
    Questa vita è stupenda,
    sii dunque saggio, cuore.

    Tu sei prostrato, batti
    più sordo, più a rilento...
    Sai, ho letto
    che le anime sono immortali.

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Alda Merini:

    Le ore liete, quelle con te,
    sono come perle di una collana,
    che metto al collo e porto con fierezza,
    lunga, fino ai piedi, di ogni colore,
    sta bene con tutto,
    in ogni momento, per ogni attimo,
    sereno o buio,
    quando il cuore si chiude
    o quando apre un breve respiro
    di pausa tra un morso e l’altro,
    l’indosso.

  • ocaocra (IT1)ocaocra (IT1) IT1 Post: 3,125

    Sonetto 24

    di William Shakespeare

    Il mio occhio s’è fatto pittore ed ha tracciato
    L’immagine tua bella sul quadro del mio cuore;
    il mio corpo è cornice in cui è racchiusa,
    Prospettica, eccellente arte pittorica,
    Ché attraverso il pittore devi vederne l’arte
    Per trovar dove sia la tua autentica immagine dipinta,
    Custodita nella bottega del mio seno,
    Che ha gli occhi tuoi per vetri alle finestre.
    Vedi ora come gli occhi si aiutino a vicenda:
    I miei hanno tracciato la tua figura e i tuoi
    Son finestre al mio seno, per cui il Sole
    Gode affacciarsi ad ammirare te.
    Però all’arte dell’occhio manca la miglior grazia:
    Ritrae quello che vede, ma non conosce il cuore

  • BACIO di Pablo Neruda

    Ti manderò un bacio con il vento
    e so che lo sentirai,
    ti volterai senza vedermi ma io sarò li
    Siamo fatti della stessa materia
    di cui sono fatti i sogni
    Vorrei essere una nuvola bianca
    in un cielo infinito
    per seguirti ovunque e amarti ogni istante
    Se sei un sogno non svegliarmi
    Vorrei vivere nel tuo respiro
    Mentre ti guardo muoio per te
    Il tuo sogno sarà di sognare me
    Ti amo perché ti vedo riflessa
    in tutto quello che c'è di bello
    Dimmi dove sei stanotte
    ancora nei miei sogni?
    Ho sentito una carezza sul viso
    arrivare fino al cuore
    Vorrei arrivare fino al cielo
    e con i raggi del sole scriverti ti amo
    Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
    tra i tuoi capelli,
    per poter sentire anche da lontano
    il tuo profumo!
    Vorrei fare con te quello
    che la primavera fa con i ciliegi.

     


  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Emily Dickinson

    Vederla è un quadro

    Ascoltarla una musica

    Conoscerla una intemperanza

    Innocente come Giugno

    Non conoscerla un'afflizione

    Averla per amica

    Un calore tanto vicino come se il sole

    Ti splendesse in mano.

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Emily Dickinson

    Non conosciamo mai la nostra altezza
    finché non siamo chiamati ad alzarci.
    E se siamo fedeli al nostro compito
    arriva al cielo la nostra statura.

    L’eroismo che allora recitiamo
    sarebbe quotidiano, se noi stessi
    non c’incurvassimo di cubiti
    per la paura di essere dei re.


  • Credo in te, amico.
    Credo nel tuo sorriso,
    finestra aperta nel tuo essere.
    Credo nel tuo sguardo,
    specchio della tua onestà.
    Credo nella tua mano,
    sempre tesa per dare.
    Credo nel tuo abbraccio,
    accoglienza sincera del tuo cuore.
    Credo nella tua parola,
    espressione di quel che ami e speri.
    Credo in te, amico,
    così, semplicemente,
    nell'eloquenza del silenzio.

    Elena Oshiro


  • Kalihl Gibran 

    E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
    E lui rispose dicendo:
    Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
    E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. 
    E' la vostra mensa e il vostro focolare. 
    Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.

    Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. 
    E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
    Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. 
    Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: 
    La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
    E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. 
    Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.

    E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
    Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
    Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? 
    Cercatelo sempre nelle ore di vita. 
    Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. 
    E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. 
    Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

  • ocaocra (IT1)ocaocra (IT1) IT1 Post: 3,125
    Addio, parola di vetro.
    I poeti sono vasi di Murano,
    bellissimi da vedere ma delicati nel fiato.
    Qualcuno ti ha tolto il respiro,
    qualcuno ti ha toccato il cuore”.
    Alda Merini 
  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787
    Guatan Tavara: Per essere albero

    Per essere albero
    devi imparare, almeno una volta,
    a essere ombra.
    Per essere albero
    devi avere la vita che ti scorre dentro,
    confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
    Per essere albero
    devi saper essere foglia e radice
    sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
    Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria,
    come il segno di tempi che si rincorrono lungo la vita.
    Per essere albero,
    per essere davvero albero,
    devi saperti protendere al cielo,
    saper parlare da solo alla luna,
    saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
    seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
    Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare
  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787
    modificato 18.04.2016

    Arturo Onofri: Marzo


    Marzo, che mette nuvole a soqquadro

    e le ammontagna in alpi di broccati,

    per poi disfarle in mammole sui prati,

    accende all'improvviso, come un ladro,

    un'occhiata di sole,

    che abbaglia acque e viole.

    Con in bocca un fil d'erba primaticcio,

    Marzo è un fanciullo in ozio, a cavalcioni

    sul vento che separa due stagioni;

    e, zufolando, fa, per suo capriccio,

    con strafottenti audacie,

    il tempo che gli piace.

    Stanotte, fra i suoi riccioli, spioventi

    sul mio sonno a rovesci e a trilli alati,

    il flauto di silenzio dei suoi fiati

    vegetali svegliava azzurri e argenti

    nel mio sognarlo, e fuori

    ne son sbocciati i fiori.

     

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    J. L. Borges: Sogno

    Quando gli orologi della mezzanotte elargiranno
    un tempo generoso,
    andrò più lontano dei rematori di Ulisse
    nella regione del sogno, inaccessibile
    alla memoria umana.
    Da quella regione sommersa recupero residui
    che ancora non comprendo;
    erbe di botanica elementare,
    animali un po’ diversi,
    dialoghi coi morti,
    volti che in realtà sono maschere,
    parole di lingue molto antiche
    e talora un orrore non comparabile
    a quello che può darci il giorno.
    Sarò tutti o nessuno. Sarò l’altro
    che ignoro d’essere, colui che ha contemplato
    quell’altro sogno, la mia veglia. La giudica,
    rassegnato e sorridente.

  • FIONA25 (IT1)FIONA25 (IT1) IT1 Post: 10,665
    Io sono il lupo.
    La fame è la mia compagna,
    la solitudine la mia sicurezza
    un'eterna, triste condanna.
    Io sono l'istinto.
    Passi svelti nella notte,
    il freddo è il mio giaciglio,
    il vento la mia sola coperta.
    Io sono il silenzio.
    Un'ombra nella foresta
    impronte lungo il fiume
    occhi di brace nel profondo buio.
    Io sono il mistero.
    Canti d'amore alla luna,
    lunghe corse inseguendo fantasmi,
    ombre e tracce di odori e suoni.
    Io sono il sogno.
    La libertà pura, assoluta
    che tracima violenta
    su stagioni senza tempo.
    Io sono alfa e omega
    neve rossa d'ignare prede,
    soffio di nuova vita
    chiusura del naturale anello.
    Io sarò forse ucciso,
    mai disperso, cancellato
    come immortale spirito del bosco
    di nuovo vigore sarò creato.
    Io sono il lupo.

    anonimo
  • FIONA25 (IT1)FIONA25 (IT1) IT1 Post: 10,665
    A scuola, la maestra ha affidato alla classe il compito di scrivere una poesia dal titolo “Io sono”.
    ecco la poesia di Benjamin, un bambino autistico di 10 anni

    Sono curioso, io sono originale.
    Mi chiedo se lo sei anche tu.
    Sento voci nell’aria.
    Vedo che tu non le senti e questo non è giusto.
    Non voglio sentirmi triste.
    Sono strano, io sono originale.
    Mi comporto come se lo fossi anche tu.
    Mi sento come un bambino nello spazio.
    Tocco le stelle e non mi sento al mio posto.
    Mi preoccupo di quello che pensano gli altri.
    Io piango quando la gente ride, mi fa sentire piccolo.
    Sono strano, io sono originale.
    Ora capisco che lo sei anche tu.
    Dico “Mi sento come un naufrago”.
    Sogno di un giorno in cui sarà tutto ok.
    Cerco di trovare il mio posto.
    Spero che un giorno ci riuscirò.

    Sono strano, io sono originale.

    Benjamin

    -------------------

    semplicemente unico!

  • FIONA25 (IT1)FIONA25 (IT1) IT1 Post: 10,665

    Eterna presenza

    di Pedro Salinas

    Non importa che non ti abbia,
    non importa che non ti veda.
    Prima ti abbracciavo,
    prima ti guardavo,
    ti cercavo tutta,
    ti desideravo intera.
    Oggi non chiedo più
    né alle mani, né agli occhi,
    le ultime prove.
    Di starmi accanto
    ti chiedevo prima,
    sì, vicino a me, sì,
    sì, però lì fuori.
    E mi accontentavo
    di sentire che le tue mani
    mi davano le tue mani,
    che ai miei occhi
    assicuravano presenza.
    Quello che ti chiedo adesso
    è di più, molto di più,
    che bacio o sguardo:
    è che tu stia più vicina
    a me, dentro.
    Come il vento è invisibile, pur dando
    la sua vita alla candela.
    Come la luce è
    quieta, fissa, immobile,
    fungendo da centro
    che non vacilla mai
    al tremulo corpo
    di fiamma che trema.
    Come è la stella,
    presente e sicura,
    senza voce e senza tatto,
    nel cuore aperto,
    sereno, del lago.
    Quello che ti chiedo
    è solo che tu sia
    anima della mia anima,
    sangue del mio sangue
    dentro le vene.
    Che tu stia in me
    come il cuore
    mio che mai
    vedrò, toccherò
    e i cui battiti
    non si stancano mai
    di darmi la mia vita
    fino a quando morirò.
    Come lo scheletro,
    il segreto profondo
    del mio essere, che solo
    mi vedrà la terra,
    però che in vita
    è quello che si incarica
    di sostenere il mio peso,
    di carne e di sogno,
    di gioia e di dolore
    misteriosamente
    senza che ci siano occhi
    che mai lo vedano.
    Quello che ti chiedo
    è che la corporea
    passeggera assenza,
    non sia per noi dimenticanza,
    né fuga, né mancanza:
    ma che sia per me
    possessione totale
    dell’anima lontana,
    eterna presenza

  • L'alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone di un residuo di sogno e d'un principio di pensiero.

    V.HUGO
  • FIONA25 (IT1)FIONA25 (IT1) IT1 Post: 10,665

    Ieri ho sofferto il dolore

     
    Ieri ho sofferto il dolore,
    non sapevo che avesse una faccia sanguigna,     
    le labbra di metallo dure,
    una mancanza netta d'orizzonti.
    Il dolore è senza domani,
    è un muso di cavallo che blocca
    i garretti possenti,
    ma ieri sono caduta in basso,
    le mie labbra si sono chiuse
    e lo spavento è entrato nel mio petto
    con un sibilo fondo
    e le fontane hanno cessato di fiorire,
    la loro tenera acqua
    era soltanto un mare di dolore
    in cui naufragavo dormendo,
    ma anche allora avevo paura
    degli angeli eterni.
    Ma se sono così dolci e costanti,
    perchè l'immobilità mi fa terrore?

    alda merini

  • kriss47 (IT1)kriss47 (IT1) IT1 Post: 5,787

    Alda Merini: Quelle come me

    Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.

    Quelle come me donano l’anima,

    perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.

    Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,

    pur correndo il rischio di cadere a loro volta.

    Quelle come me guardano avanti,

    anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.

    Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,

    tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.

    Quelle come me quando amano, amano per sempre.

    e quando smettono d’amare è solo perché

    piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.

    Quelle come me inseguono un sogno

    quello di essere amate per ciò che sono

    e non per ciò che si vorrebbe fossero.

    Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,

    sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.

    Quelle come me vorrebbero cambiare,

    ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.

    Quelle come me urlano in silenzio,

    perché la loro voce non si confonda con le lacrime.

    Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,

    perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.

    Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,

    non riceveranno altro che briciole.

    Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,

    purtroppo, fondano la loro esistenza.

    Quelle come me passano inosservate,

    ma sono le uniche che ti ameranno davvero.

    Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,

    rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti

    e che tu non hai voluto …………

Sign In to comment.