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RACCONTIAMOCI

Vorrei aprire questo thread lieto anche per rinverdire le nostre memorie. Proporrei di raccontarci avvenimenti occasionali che ci hanno fatto sorridere. Inizio io:
Il figlio di 4 anni di mia cugina va in un banchetto nuziale di famiglia senza la nonna (mia zia) indisposta e come al solito alla fine vengono distribuiti bomboniere e sacchetti di confetti, per cui anche a lui ne viene dato uno ed insieme un secondo da consegnare alla nonna. E' nota la gola dei piccoli e sta di fatto che dopo aver divorato tutti i suoi confetti, zitto zitto ingurgita anche quelli della nonna. La mamma se ne accorge  e lo rimprovera con "ma quelli erano per tua nonna e avevi promesso di portarglieli" candidamente le rispose " MA IO CON NONNA CI HO LITIGATO!!!". Saggezza infantile.

Commenti

  • Alessio72 (IT1)Alessio72 (IT1) IT1 Post: 3,398
    Avevo circa 17 anni, andavo a scuola in autobus, ma quella mattina, svegliatami tardi, senza colazione vado di corsa e puntualmente lo perdo.. ancora più di corsa arrivo al Capolinea, due km dopo, aspettando per prendere l'autobus successivo.. Idea brillante.. mi fumo una sigaretta..
    Fatto sta che: caldo.. calo di pressione, digiuno.. sigaretta.. svengo e cadendo sbatto la tempia, mi portano al pronto soccorso dove ancora scombussolata mi sveglio mentre il dottore, giovane tirocinante, mi chiede: come ti chiami?
    E io, abituata a scuola dico il mio cognome..
    E il Dott. che ripete ancora e ancora.. Come ti chiami tu non io..
    E io che ripeto il mio cognome con gli occhi mezzi chiusi ..
    Il dottore confabula con le infermiere sento qualcosa come commozione cerebrale, analisi, ricovero.. non capisco..
    Fino a quando ad una infermiera cade l'occhio sui mie libri di scuola e legge il mio cognome sulla copertina e si svela l'arcano!!
    Io dicevo il mio cognome, mentre il dottore pensava che io leggessi il suo cartellino di riconoscimento sul camice.. casi della vita, non ci conoscevamo, ma avevamo lo stesso cognome!!
    Fu così che evitai un ricovero inutile.. bastò una ricca colazione e.. mai più sigarette a digiuno!!!
    Il dottorino? Oggi è uno stimato ex primario in pensione ed ogni volta che nel corso degli anni ci è capitato d'incontrarci, un sorriso ripensando a quella volta ci sta sempre.

    i gatti sono esseri misteriosi, nelle loro menti c'è molto più di quanto si possa immaginare
  • erzingaro (IT1)erzingaro (IT1) IT1 Post: 531
    Alessio72 (IT1) ha detto:
    Avevo circa 17 anni, andavo a scuola in autobus, ma quella mattina, svegliatami tardi, senza colazione vado di corsa e puntualmente lo perdo.. ancora più di corsa arrivo al Capolinea, due km dopo, aspettando per prendere l'autobus successivo.. Idea brillante.. mi fumo una sigaretta..
    Fatto sta che: caldo.. calo di pressione, digiuno.. sigaretta.. svengo e cadendo sbatto la tempia, mi portano al pronto soccorso dove ancora scombussolata mi sveglio mentre il dottore, giovane tirocinante, mi chiede: come ti chiami?
    E io, abituata a scuola dico il mio cognome..
    E il Dott. che ripete ancora e ancora.. Come ti chiami tu non io..
    E io che ripeto il mio cognome con gli occhi mezzi chiusi ..
    Il dottore confabula con le infermiere sento qualcosa come commozione cerebrale, analisi, ricovero.. non capisco..
    Fino a quando ad una infermiera cade l'occhio sui mie libri di scuola e legge il mio cognome sulla copertina e si svela l'arcano!!
    Io dicevo il mio cognome, mentre il dottore pensava che io leggessi il suo cartellino di riconoscimento sul camice.. casi della vita, non ci conoscevamo, ma avevamo lo stesso cognome!!
    Fu così che evitai un ricovero inutile.. bastò una ricca colazione e.. mai più sigarette a digiuno!!!
    Il dottorino? Oggi è uno stimato ex primario in pensione ed ogni volta che nel corso degli anni ci è capitato d'incontrarci, un sorriso ripensando a quella volta ci sta sempre.
    Un caso simile accadde al sottoscritto. Di servizio presso il Consolato generale di Città del Capo in Sud Africa, noi funzionari ci recavamo spesso nelle altre città della nostra circoscrizione consolare anche compiendo a volte centinaia di chilometri, per far sentire ai nostri connazionali la vicinanza della nostra comune nazione e per evitare loro di far tanti chilometri magari senza ottenere l'esito che speravano avere. Bene. In uno di questi impegni mi recai a Port Elizabeth proprio alcuni giorni prima di un test di rugby tra Argentina e Sud Africa e l'arbitro designato era italiano, per cui fui invitato alle cerimonie di rito con la presenza della stampa locale e con l'arbitro ci stringemmo la mano pronunciando ciascuno il proprio cognome. I giornalisti, avvisati dai nostri addetti onorari del posto avevano avvisato la stampa che avevamo il medesimo cognome; non solo, appurammo che avevamo in comune il medesimo bisnonno (mio padre, trasferitosi a Roma, era originario della medesima località) Fatto sta ne venne un articolo che ho il piacere di unire a questo messaggio, anche se è in inglese e non tutti potranno capirlo. Io sono quello con la bandierina sudafricana. Ebbi il piacere di avere questo "cugino" ospite da me per alcuni giorni. 
  • erzingaro (IT1)erzingaro (IT1) IT1 Post: 531

    Al tempo dei tempi quando avevo ancora un’età pre-adolescenziale, si usava passare in particolare il capodanno con i parenti e noi tre figli con la mamma andavamo ogni volta a casa di mia zia e dei miei dieci cugini di varie età, ma nati in intervalli di brevi periodi . A quei tempi non c’era abbondanza di auto per ogni nucleo familiare come ora e noi non ne avevamo neanche una per cui prendevamo il glorioso autobus 309, tanto per intenderci quello con il muso lungo contenente il motore, che dal centro ci portava all’estrema periferia per un viaggio interminabile. La notte non faceva servizio per cui restavamo a casa di mia zia a dormire. Come di uso si giocava a tombola ed a sette e mezzo ma alcuni dei cugini più grandi riposavano pronti per uscire fuori per il veglione. Noi al termine dei giochi, verso l'alba, ci infilavamo nei loro letti. Quando loro tornavano stanchi dalla baldoria ci facevano alzare e si infilavano nei loro letti. In questo modo salvavamo le famose borse dell’acqua calda che all'epoca si usavano per riscaldare i giacigli. Mi resta un felice ricordo.

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